AS/400: 38 anni di evoluzione. La storia di una piattaforma nata per durare

Articolo IBM i News

Uno schermo nero, buio e una piccola luce che, come un battito, comincia a pulsare: era il 21 giugno 1988 quando IBM presentava l'AS/400, una piattaforma destinata a entrare nella storia dell'informatica aziendale.

Per molti era semplicemente un terminale, una tastiera, uno schermo green screen; per le aziende, però, quella piccola luce verde significava qualcosa di molto più grande: il sistema era vivo e i dati, i processi, erano lì; il lavoro poteva iniziare!

Sono passati 38 anni e da quel primo momento quel battito non si è più fermato.

Nel frattempo, sono cambiati i computer, i processori, le reti, le interfacce e il modo stesso di concepire l'informatica. Sono arrivati Internet, il web, il mobile, il cloud, l'open source e, oggi, l'Intelligenza Artificiale.

Eppure, quella stessa linea tecnologica continua a essere presente nei sistemi informativi di migliaia di aziende.

Non più col nome di AS/400, naturalmente: AS/400 → iSeries → System i → IBM Power con IBM i.

Nomi diversi, generazioni diverse, tecnologie diverse e un filo conduttore rimasto sorprendentemente costante: la capacità di evolvere senza rinnegare ciò che è venuto prima.

Una piattaforma nata guardando avanti

Per capire perché l'AS/400 sia riuscito ad attraversare quasi quattro decenni, bisogna tornare a quel 1988.

L'informatica aziendale era molto diversa da quella che conosciamo oggi: i terminali erano spesso collegati tramite cavi twinax, le interfacce erano i caratteristici green screen e il rapporto con il sistema passava attraverso righe di testo e comandi.

Eppure, dietro quell'apparente semplicità, c'era un'architettura estremamente lungimirante.

Già nelle architetture System/38 da cui l'AS/400 ereditò molti dei propri principi erano presenti concetti che sarebbero diventati fondamentali: database relazionale integrato, single-level storage, object-based architecture e una machine interface indipendente dalla tecnologia sottostante.

L'idea era semplice e, allo stesso tempo, rivoluzionaria: fare in modo che le applicazioni non fossero legate indissolubilmente all'hardware su cui venivano eseguite.

Così, mentre la tecnologia cambiava sotto di loro, le applicazioni potevano continuare a vivere; è una filosofia che, riletta quasi quarant'anni dopo, sembra sorprendentemente attuale

Il valore di ciò che è già stato costruito

Un sistema informativo aziendale non è soltanto tecnologia, è anche memoria che riassume decenni di processi, dati, regole, competenze e conoscenza del business trasformati in software; in buona sostanza, è il patrimonio digitale costruito giorno dopo giorno da un'azienda.

Ed è proprio qui che la storia dell'AS/400 assume un significato particolare: la sua evoluzione non è stata una successione di rivoluzioni che chiedevano di ricominciare da zero. È stata piuttosto una continua trasformazione, capace di proteggere gli investimenti esistenti mentre nuove tecnologie entravano progressivamente nell'ecosistema.

Dal vecchio terminale al web, dalle applicazioni tradizionali alle API, dai sistemi on-premise alle architetture ibride. Infine, dai dati aziendali all'Intelligenza Artificiale.

Senza mai prescindere dal passato: costruendoci sopra senza cancellarlo.

Quattro decenni, un unico DNA

È forse questo il tratto più affascinante della piattaforma.
Quattro caratteristiche, in particolare, hanno contribuito a costruirne la longevità:


  • Integrazione
    Il database è parte integrante dell'architettura IBM i, insieme a sistema operativo, sicurezza e gestione delle risorse.

  • Indipendenza dalla tecnologia
    L'astrazione introdotta dall'architettura IBM ha permesso di ridurre la dipendenza delle applicazioni dall'hardware sottostante.

  • Affidabilità
    Per molte aziende IBM i è ancora il fulcro di processi mission-critical che devono funzionare ogni giorno, spesso senza che chi li utilizza debba nemmeno preoccuparsi della complessità che c'è dietro.

  • Continuità
    Forse la parola più importante di tutte. La possibilità di far evolvere sistemi e applicazioni proteggendo il valore costruito negli anni.

Sono caratteristiche che spiegano perché una piattaforma nata nell'epoca dei terminali green screen possa oggi convivere con tecnologie che nel 1988 appartenevano ancora alla fantascienza

Dal nero / verde all'Intelligenza Artificiale

C'è un'immagine che forse racconta meglio di qualsiasi specifica tecnica questa evoluzione: quel piccolo cursore che pulsa su uno schermo nero.

Oggi, dietro uno schermo completamente diverso, IBM Power con IBM i può gestire database, applicazioni moderne, servizi web, API, strumenti open source e workload legati all'Intelligenza Artificiale.
Il terminale è cambiato, così come l’hardware e le modalità di interazione.

Ma il principio è rimasto lo stesso: mettere la tecnologia al servizio del business e permettere alle aziende di continuare a evolvere senza perdere ciò che hanno costruito.

È anche questa la prospettiva con cui Horsa Power guarda alla modernizzazione IBM i: non come a una semplice sostituzione, ma come a un percorso di evoluzione nel quale il patrimonio esistente può diventare il punto di partenza per nuove possibilità.

Perché modernizzare non significa necessariamente ricominciare: a volte significa semplicemente continuare a far battere ciò che funziona, portandolo verso il futuro.

38 anni dopo, quel battito continua

Il 21 giugno 1988, su uno schermo nero, un piccolo cursore iniziava a lampeggiare: da allora sono passate quasi quattro decadi.

Ha cambiato nome, hardware, ha attraversato generazioni di tecnologie. Ha visto nascere Internet, il web, il cloud e l'AI… Eppure, in qualche modo, quel battito continua.

Anche se non lo vediamo più pulsare su uno schermo green screen, lo ritroviamo nei processi di aziende che ogni giorno producono, vendono, distribuiscono, fatturano e prendono decisioni grazie a sistemi costruiti su quella stessa linea tecnologica.

Ma quel piccolo cursore, idealmente, continua a lampeggiare con lo stesso ritmo, proprio come un cuore che non ha mai smesso di battere.

Buon 38° compleanno, AS/400: dallo schermo nero all'Intelligenza Artificiale, il viaggio continua.

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