IBM i e Linux: tre vie per far evolvere la vostra infrastruttura
La solidità di IBM i e la flessibilità di Linux possono convivere sulla stessa piattaforma.
La vera domanda non è se sia possibile farlo, ma quale sia il modo più adatto alle esigenze dell’azienda.
Questo significa necessariamente mettere in discussione ciò che già funziona? Non sempre. L’architettura IBM Power i offre infatti possibilità che permettono di affiancare il mondo Linux a IBM i, valorizzando l’infrastruttura esistente e aprendo nuovi scenari di evoluzione.
Ma c’è un punto decisivo: non esiste un’unica strada.
Una piattaforma, più possibilità
Un servizio web interno, un’applicazione di monitoraggio, uno strumento Open Source o un processo di automazione non hanno necessariamente gli stessi requisiti di un’applicazione critica per il business.
Cambiano le risorse necessarie, il livello di isolamento, le modalità di gestione e anche il modo in cui l’applicazione deve inserirsi nelle strategie di continuità operativa.
È proprio per questo che la scelta dell’architettura non dovrebbe partire dalla tecnologia in sé, ma da ciò che l’applicazione deve fare oggi e da come potrebbe evolvere domani.
Tre vie per integrare Linux su IBM Power
Quando si parla di Linux su IBM Power i, non esiste un unico modello di integrazione. Le possibilità principali sono tre e, anche se possono sembrare alternative puramente tecniche, portano con sé differenze importanti in termini di gestione, risorse e continuità operativa.
- LINUX IN UNA LPAR DEDICATA
La prima possibilità è creare una LPAR Linux indipendente, affiancata alla partizione IBM i. È l’approccio che offre il maggiore livello di separazione tra i due ambienti, con risorse dedicate e una gestione distinta.
È una soluzione particolarmente interessante quando Linux deve sostenere workload strutturati o applicazioni che richiedono un ambiente autonomo.
Ma questa indipendenza porta con sé una domanda: come cambia la gestione dell’infrastruttura quando IBM i e Linux devono essere protetti e amministrati separatamente? - LINUX COME GUEST ALL’INTERNO DI IBM i
La seconda strada cambia prospettiva: Linux può essere eseguito come Guest all’interno della LPAR IBM i.
In questo caso i due ambienti sono molto più vicini e alcune caratteristiche dell’infrastruttura IBM i possono diventare particolarmente interessanti anche per il sistema Linux ospitato. È un aspetto che assume ancora più importanza quando entrano in gioco Alta Disponibilità e Disaster Recovery.
Ed è proprio qui che emergono alcune delle differenze più significative rispetto a una LPAR dedicata: cosa succede, ad esempio, alla VM Linux quando viene protetta l’intera partizione IBM i?
La risposta può cambiare parecchio il modo in cui si progetta l’architettura. - APPLICAZIONI OPEN SOURCE ATTRAVERSO PASE
La terza possibilità è ancora diversa.
PASE (Portable Application Solutions Environment) consente di utilizzare tecnologie e strumenti Open Source direttamente nell’ambiente IBM i, senza creare necessariamente una macchina Linux separata.
Questo apre la porta a strumenti e linguaggi come Python, Node.js e Git, oltre a numerosi componenti provenienti dal mondo Open Source.
È probabilmente la strada che rende più evidente quanto IBM i sia oggi diverso dall’immagine di sistema “chiuso” che ancora gli viene attribuita.
Ma PASE non è semplicemente un’altra maniera di eseguire Linux: il suo funzionamento e i casi in cui conviene utilizzarlo sono differenti rispetto alle altre due soluzioni.
Quale delle tre scegliere?
LPAR dedicata, Linux Guest oppure PASE.
A prima vista potrebbe sembrare sufficiente scegliere in base all’applicazione che si vuole utilizzare. In realtà entrano in gioco altri elementi: risorse, isolamento, scalabilità, gestione, High Availability e Disaster Recovery.Ed è qui che la scelta diventa interessante.
Un’applicazione che oggi richiede poche risorse potrebbe crescere domani. Un servizio Linux potrebbe dover essere incluso nella strategia di continuità operativa. Oppure potrebbe non essere necessario creare una vera macchina Linux per raggiungere l’obiettivo desiderato.
Le tre strade portano tutte Linux nell’ecosistema IBM Power, ma lo fanno in modi profondamente diversi.
Conoscere queste differenze prima di scegliere può evitare di progettare oggi un’architettura che domani diventerà un limite.
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